Ambiente: la cucina del Piccolo Castello con cuoca di nero vestita

Musica: Sarabande – Georg Friedrich Hendel (per intenderci quella di Barry Lyndon quando gli muore il figlio)

Ma che è sto modo funesto di cominciare un post per gli auguri di Natale? Voi festeggiate, aprite le bottigliette di spumante e sparate i trik-trak (i botti), invece qui, nelle cucine, una volta allegre e festose, regna il silenzio, rotto solo dallo sciabordio delle lacrime che si infrangono sulle barriere di protezione per evitare che si allaghi il salotto.

Ma cosa è successo di tanto grave? Boh, la cuoca mi sta diventando superstiziosa.

Un paio di settimane fa, su quella meravigliosa piazza dei miracoli, altrimenti detta facebook, vide una di queste millantatrici con millemila follower postare una schifezza tremebonda definita “Panettone impastato a mano”. Si va a guardare il video e vede che sta donna praticamente fa una brioche con lievito di birra, impostata anche male pure male, con circa quattro ore di lievitazione, assiste ad una scena terrificante nel momento in cui sta donna prende l’uvetta direttamente dalla ciotola con l’acqua, la schiatta dentro l’impasto con un pò di farina a seguire e legge i vari commenti “Brava” “Bravissima” “Eccezionale” “Solo tu lo potevi fare”… di solito la cuoca si fa i fatti suoi, al massimo conta fino a dieci e lascia perdere, ma questa volta proprio non ce l’ha fatta. Scrive un commento, corretto, gentile, ma terribilmente screditante, perchè, abbiate bontà, le sono girate le scatole con tutti i fiocchetti. Il panettone è un’altra cosa: è pazienza, dedizione, pesi esatti, fatica e il tutto porta alla soddisfazione di aver creato una nuvola soffice con le proprie mani. Ci sono amiche della cuoca che non hanno il seguito di ste perecottare, ma sanno come si fa il panettone e ne divulgano amorevolmente ricette e procedimenti… solo che la fatica costa e la gente non ha voglia neanche di mettersi in gioco.

Detto questo, dal momento in cui ha pubblicato quella risposta, le è accaduto di tutto, una seccia di proporzioni bibliche: stava facendo il torrone e le è caduto il termometro digitale nel miele e ha dovuto buttare prima il miele e poi il termometro digitale che si era cristallizzato. Ha rotto due paia di scarpe e sfondato un jeans. Ma cosa più grave di tutte… la planetaria… è morta la planetaria, defunta, trapassata, proprio mentre si apprestava a lavorare il secondo impasto di un pandoro (che alla faccia di chi le vuole male, l’ha impastato a mano e le è venuto ca par nu torrion!)… L’abbandono di una planetaria sotto Natale è come la rottura della statuina del bambinello la notte del 24: una tragedia. L’ha portata in assistenza, a piedi, in un pomeriggio ventosissimo e freddissimo e il tecnico le ha detto (cito testuali parole): “Signò, noi le mani quà viscino non ce mettiamo popio. La prossima volta vi dovete comprare una macchina che sarebbe più buona”. Se ne è tornata al piccolo castello con le pive e l’impastatrice nel sacco, la grammatica sotto i piedi e le lacrime che si gelavano agli angoli degli occhi. So che questo ai più (tutti quelli che dicevano brava bravissima alla malsana brioche) può sembrare esagerata questa disperazione, ma so anche che le amiche della cuoca comprenderanno questo suo dolore.

Si stava talmente amareggiando che aveva dimenticato di avere l’impasto dei Ricciarelli che aveva letto dalla fatina riccia Paola e che aveva copiato per riciclare ancora gli albumi avanzati dai panettoni e dai pandori. Si è risvegliata un attimo dal suo triste torpore e con l’aiuto delle fatine ha formato i serpentelli, li ha tagliati, rotolati nello zucchero a velo e infornati. Ne sono venuti fuori una cinquantina…. a Natale non ci sono arrivati!

 

 

Print Recipe
Ricciarelli di Siena
Biscotti leggeri, friabili, irresistibili, ricoperti di zucchero a velo, dolci e bianchi come il Natale
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 6-8 minuti
Porzioni
50 pezzi
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 6-8 minuti
Porzioni
50 pezzi
Ingredienti
Istruzioni
  1. Mescolare la farina di mandorle con lo zucchero
  2. Disporre a fontana e al centro mettere gli albumi leggermente sbattuti, le zeste degli agrumi e i semini della bacca di vaniglia.
  3. Lavorare tutti gli ingredienti fino ad avere in panetto consistente.
  4. Avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciare anche 48h in frigorifero in modo da far amalgamare i sapori.
  5. Trascorso questo tempo, prendere una parte di impasto e dargli una forma di serpente di circa due cm di diametro.
  6. Accendere il forno a 200°
  7. Passarlo nello zucchero a velo.
  8. Dal serpente ricavare dei tocchetti di circa tre centimetri e appiattirli un pò.
  9. Ripassare i tocchetti nello zucchero a velo
  10. Disporli leggermente distanziati su una placca rivestita di carta forno.
  11. Infornare per 6-8 minuti, verificando l'andamento della cottura. Non devono colorirsi.

 

ENGLISH VERSION

INGREDIENTS
500g ground almonds
500 g sugar
100 g egg white
1 orange zest
1 lemon zest
1 vanilla bean
150 g icing sugar for finishing

 

 

Mix the almond flour and sugar. Put in the center the lightly beaten egg whites, the zest of citrus fruits and the seeds of the vanilla bean. Work all the ingredients until you have consistent dough. Wrap the dough in plastic wrap and leave even 48h in the refrigerator so as to blend all the flavors. After this time, take a piece of dough and give it a shape of snake of about two cm in diameter. Heat oven to 200 degrees Roll the snake into the powdered sugar. From the snake cut  chunks of about three centimeters and flatten them a bit. Roll the pieces in powdered sugar again. Place them about two centimeters apart on a plate lined with parchment paper. Bake for 6-8 minutes, checking out the progress of cooking. They do not have to color.

10 Comments on Buona Epifania con i Ricciarelli – Greetings with Ricciarelli

  1. Paola
    6 gennaio 2017 at 20:19 (9 mesi ago)

    Un dramma al Castello, quello di queste vacanze. Io non smetterò mai di ammirarti per la maestria che hai coi lievitati. Fosse capitato a me, l’impasto del pandoro sarebbe finito dritto nella pattumiera (accompagnato da lacrime amare e maledizioni lanciate contro la donna delle brioche con l’uvetta). E invece non solo hai avuto modo di continuare a incordarlo a mano e farlo venire fuori meraviglioso, ma hai anche avuto il tempo di mettere in forma dei piccoli ricciarelli (il nome mi piace per assonanza di ricci). Che bello essere stata nella tua cucina sotto forma di queste piccole delizie bianche 🙂 Lo sapevo che non sarebbero arrivate a Natale. Accade lo stesso a casa mia. Puntualmente devo nasconderle (e dimenticare dove li ho nascosti per non finirli da sola ahah). Baciotti cuochetta mia :*

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  2. Mimma Morana
    7 gennaio 2017 at 14:40 (9 mesi ago)

    ahahahahahah!!!!! mitica Pattiiiii!!!!! purtroppo il web e non solo fb sono pieni di queste sedicenti masterchef de noantri… una volta una foodblogger ha millantato di aver fatto le sfogliatelle ricce con la pasta sfoglia surgelata……e le ha fotografate…quelle comprate al bar, naturalmente….ma tutti sappiamo che la sfoglia comprata non si può utilizzare per le sfogliatelle…insomma, un vero schifo!!! hai fatto bene a smascherare questa becera signora che si circonda di pecore belanti. Un bacione amica mia!!!

    Rispondi
  3. Lisa G
    7 gennaio 2017 at 15:29 (9 mesi ago)

    Fantastica a impastare il pandoro a mano !!!!!!! Quanto alla millantatrice, mi fa solo una grande tristezza pensare che basti così poco per avere grandi seguiti, a discapito di chi ci mette impegno, passione e prova e riprova un piatto prima di azzardarsi a divulgarlo.
    Adoro questi biscotti. I tuoi sono splendidi.
    Un abbraccio cara e buon anno

    Rispondi
  4. zia consu
    7 gennaio 2017 at 21:23 (9 mesi ago)

    Non ho mai provato a farli in casa, ma a vedere i tuoi, mi viene una gran voglia di cimentarmi 😛
    Buon we <3

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  5. Alice
    8 gennaio 2017 at 20:24 (9 mesi ago)

    La planetaria che si rompe è già una tragedia, ma poi sotto Natale diventa un incubo di proporzioni titaniche! Io questi finti panettoni che girano non li comprendo proprio, pensa ho visto anche vendere una chiffon cake dentro uno stampo da pandoro come “pandoro veloce con ldb” I lunghi lievitati non sono per tutti questo è certo, io per esempio li ammiro da chi li fa sul serio ma non mi ci provo neanche. Fantastici e golosi questi veri ricciarelli posso prenderne un paio?
    baci
    Alice

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  6. antonella
    9 gennaio 2017 at 14:13 (9 mesi ago)

    Ciao Patty, so che per te è stato un incubo e mi sento un po’ irriverente a dirlo, ma il tuo post come sempre mi ha fatto davvero divertire. Io sono senese e non ho mai fatto i ricciarelli in casa, nonostante che mio marito ne vada matto. I tuoi sono perfetti, forse è il momento che mi decida a provare. Buon anno carissima!!

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  7. ipasticciditerry
    9 gennaio 2017 at 16:46 (9 mesi ago)

    Direi una vera catastrofe … con i lievitati ancora da finire! Ti capisco perfettamente. Io sono molto più diplomatica di te; ne ho viste di ogni: panettone in 5 minuti, panettone veloce, panettone qui, panettone là … io impreco tra me e me e me ne vado. Sai cosa mi consola? Che le tante persone che scrivono: brava, bello, buonissimo, nemmeno leggono la ricetta o il procedimento. Per questo che esagerano con gli aggettivi. Invece questi ricciarelli li avevo già visti dalla ricciola e li ho pure salvati. Prima o poi li provo anche io. Bravissima e … condoglianze per l’impastatrice!

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  8. Cristina
    19 gennaio 2017 at 14:10 (8 mesi ago)

    Neppure una vera tragedia come la rottura della planetaria prima di un impasto di pandoro…perchè di vera tragedia si tratta (!!) ti ha tolto la tua verve ironica. Insuperabile la tua ironia, cara Patty ! Fatto bene a dirgliene quattro a quella dilettante. I ricciarelli mi mancano.

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  9. Alice
    22 gennaio 2017 at 21:16 (8 mesi ago)

    Tesoro come va tutto bene?
    ti lascio un bacio e l’augurio per una nuova serena settimana!
    Alice

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