La fatina Fla frequenta la terza elementare… fra qualche giorno, il 7 giugno, la scuola finirà e lei è già proiettata verso la quarta. E’ una bambina molto sensibile, molto intelligente e a differenza della mamma, è bravissima in matematica: i conti per lei non hanno segreti, lei non risolve i problemi ma delle “questioni di facile risoluzione”…  la sua mamma, alla sua età, avrebbe ucciso il verdummaio che vendeva cassette di frutta con tutto il contenitore e poi a lei toccava sapere quanta roba era andata via quel giorno… avrebbe disconosciuto la propria madre che decideva di preparare una torta, comprava le uova che le si rompevano durante il tragitto e bisognava capire se il dolce sarebbe riuscita a mangiarselo… avrebbe sterminato la famiglia che partiva per le vacanze e dopo solo 50 chilometri si fermava per fare una sosta e non sapeva più quanto mancava alla destinazione… avrebbe passato notti insonni sul perimetro della sua cameretta e visto che ci dormiva col piagnone, avrebbe poi dovuto dividere in due il risultato? Vabbè queste sono divagazioni della cuoca, torniamo alla nostra questione.
La fatina Fla ha delle maestre molto brave, sia didatticamente che umanamente e una fra loro una è la preferita. E’ molto cara e la piccola riccioluta bionda la ascolta, assorbendo tutto quello che le viene detto. Come abbiamo detto prima la fatina è molto sensibile e spesso ha difficoltà a razionalizzare i discorsi. Mi spiego meglio. Un giorno che la cuoca aveva fatto le alici fritte, cosa che per fattori di dieta e colesterolo avviene ogni morte/dimissione di papa, la piccolina che ne è golosissima, si rifiutava di mangiarle. “Tesoro, che c’è, non ti senti bene?” “Sto benissimo, è che non me le posso mangiare, mi spappolano il fegato” e così siamo andati avanti per il cioccolato, le merendine (fatte in casa, ma comunque incriminate), i salumi, la carne, le uova, il pane, la pasta… fino a quando un giorno la cuoca chiese alla figlia: “Scusa tesoro, ma cosa devo cucinare per farti mangiare un pò?” “Un pò di pezzogna scaldata con gli spinaci del nostro orto” “Gioia noi non abbiamo un orto” “Allora solo la pezzogna” “Mi spieghi perchè proprio la pezzogna?” “Perchè è l’unico pesce che sei sicura che viene pescato e non allevato…” Insomma la maestra fa discorsi sulla giusta alimentazione e la fatina Fla li prende alla lettera. Poi ancora: le è stato giustamente detto che in piedi non si mangia, ci si siede intorno al tavolo e si assaporano i cibi con calma…. da questo ne è seguito che la cuoca non può più assaggiare ciò che cucina a meno di non stare comodamente seduta fra la penisola e il tavolo…. Ma se pò fà sta vita?
La cuoca decide di fare i pretzel o brezel o laugenbrezel… ne va matta, non li fa a forma di coccardina come convenuto, ma ne fa dei panini, ne mangerebbe in quantità industriali da soli o imbottiti con salumi e formaggio… la fatina, come sempre, decide di partecipare alla panificazione. La verità. i pretzel andrebbero cotti in una soluzione di acqua e soda caustica, ma a parte la pericolosità corrosiva, figurati se la fatina va a dire alla maestra che hanno fatto i panini con la soda, tolgono la patria potestà ai genitori e la bambina finisce in una nuova famiglia senza passare dal via. Dopo aver impastato, fatto lievitare, reimpastato e rifatto lievitare, bollito… ecco che arriva il momento magico del condimento e dei tagli. La cuoca chiede alla piccolina di passarle i semi di sesamo, quelli di papavero, quelli misti e il sale grosso… Ecco tutti gli ingredienti… “Tesoro, mancano i semi di papavero, sono dove hai preso gli altri” “Non li prendo” Sopracciglio della cuoca alzato “E che è sta novità?” “Ha detto la maestra che il papavero è una droga e io non voglio finire drogata come i tuoi panini!!”
Le dosi indicate sono per 16 pezzi, ma raddoppio sempre la quantità perchè 16 sono troppo pochi.

INGREDIENTI

400gr di farina 0 (anche un pò meno)
175gr di acqua
125gr di lievito madre
50gr di burro a pezzetti morbidissimo
1/2 cucchiaino di malto
5gr di sale
Per la soluzione:
2lt di acqua
15 cucchiaini di bicarbonato di sodio
3 cucchiaini di sale fino
Per condire:
semi di sesamo, papavero, misti o sale grosso

PROCEDIMENTO:

Sciogliere il lievito madre nell’acqua. Miscelare il malto e la farina e unire piano piano al lievito madre sciolto. All’ultima aggiunta di farina inserire anche il sale. Quando si avrà un bel panetto liscio aggiungere due tre tocchettini per volta di burro molto morbido. Resistere alla tentazione di aggiungere altra farina, continuando ad impastare si riavrà il panetto liscio ed elastico e quindi far lievitare in una ciotola coperta  da pellicola. Riprendere l’impasto, dividerlo in palline ad circa 50gr (credo, io faccio ad occhio…) e fare delle pieghe prendendo l’impasto dagli angoli verso il centro che poi andranno sotto il panino. Far lievitare le palline un paio d’ore coperte da un panno.
Tascorso questo tempo accendere il forno a 180° con il grill, mettere in una pentola capiente l’acqua e portarla ad ebollizione. Aggiungere a questo punto il bicarbonato e il sale e tuffarci dentro i panini max due tre per volta e quindi sistemare i panini su una teglia coperta da carta forno. Quando i panini sono ancora umidi cospargerli di semi o sale e poi incidere superficialmente con due tagli. Infornare per 20′.
L’angolo del sommelier: e che ci vuoi mettere su questi panini magari farciti con salumi (alla faccia della buona salute!!!)?? Birra!!! Una Weiss, una Pilsner, Altenmunster naturalmente tedesche e belle fredde. 

Pubblicato maggio 2013

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2 Comments on I pretzel (drogati) della Fatina Fla con l ievito madre

  1. marina
    11 Settembre 2015 at 11:27 (4 anni ago)

    Uahuahuahuahuah!!!!! ma dai!!! troppo forte! quindi adesso bisogna stare attentissimi a come si parla e a quello che si dice!! un po’ come devo fare io con la mia collega in ufficio…ma questa è un’altra storia…. sono belli questi panini Patty, quasi quasi….mi è venuta una fame e una sete!!bacioni

    Rispondi
  2. Ale
    11 Settembre 2015 at 15:05 (4 anni ago)

    Gnam gnam, sembrano ottimi!!!

    Rispondi

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