Titolo lunghissimo per una torta facile facile da preparare.

Ve l’ho mai detto che la cuoca è stata negli Stati Uniti tre volte? La prima volta, c’è stata un anno per via del lavoro del Re Consorte suo padre, che all’epoca lavorava in una multinazionale americana che fra le mille cose (ha inventato e) produce scotch e post-it, ma ci è arrivata che aveva diciotto mesi e non ricorda altro che sprazzi fugaci della festa del suo secondo compleanno o gli scoiattoli che si rincorrevano sugli alberi vicino casa, in Minnesota. Era piccola, ma il ritorno in Italia fu uno shock, tanto che passò mesi a chiedere alla Regina Madre di tornare a casa. La seconda fu sempre per il lavoro del Re Consorte, e rimasero due mesi, luglio e agosto del 1981. Il primo mese lo passarono sempre in Minnesota, dove l’azienda aveva la sua sede, poi andarono a Decatur, Alabama e da lì dopo una settimana partì la vacanza anche per il Re Consorte e andarono in giro per gli Stati Uniti. Che bel viaggio che fu quello! Dice…:  “Ma cosa ti ricordi? Avevi undici anni, eri già grandina”

“Ogni posto dove siamo stati me lo ricordo bene, elencare tutto sarebbe impossibile senza annoiare chi legge. Ma posso dire che per arrivare in Alabama da Minneapolis prendemmo un aereo in un giorno in cui sulla città si stava abbattendo una pioggia a secchiate e non sapevamo se saremmo partiti. Mia mamma all’annuncio del nostro volo raccattò me e mio fratello che guardavamo gli aerei fuori dai finestroni, pallidissima, sicura che saremmo morti perchè l’aereo sarebbe precipitato con il vento, esploso per via di un fulmine, inghiottito dal Triangolo delle Bermude, sul quale, fra l’altro, non saremo passati. Ricordo che però dopo circa venti minuti di volo e di preghiere arrivammo sopra le nuvole, arrivò il sereno, e ci accompagnò fino ad Atlanta, che all’epoca era l’aeroporto più vicino alla nostra destinazione. A noi bambini fecero visitare la cabina di pilotaggio, ci regalarono montagne di gadget della compagnia aerea e giornalini con cruciverba e altri passatempo (che che viste le conoscenze linguistiche che avevo allora rimasero pressoché incompleti), ci caricarono di sacchettini di arachidi e brick di succo di mela. Ricordo quando scesi dall’aereo mi mancò il fiato e si appiccicò la maglietta addosso per quanto umido era il clima. Ricordo benissimo la casa nella quale abbiamo abitato per una settimana: un compound che aveva una piscina coperta nella quale siamo stati in ammollo per una settimana. 

Poi mio padre finì il suo lavoro e cominciò anche la sua vacanza e con la macchina andammo fino ad Orlando, in Florida:  dieci ore di viaggio senza sosta se non per mangiare un boccone veloce. La cosa che ricordo di più, oltre alle mazzate che mi sono data con mio fratello sul sedile posteriore e mio padre che minacciava di lasciarci in mezzo al nulla, era il netto passaggio fra uno stato e l’altro: in Alabama c’erano infiniti campi di cotone, in Georgia di arachidi e in Florida di aranci. E a disturbare quella monotonia c’erano alberi altissimi mangiati da un’edera particolarmente infestante, che avevano l’aspetto di giganteschi fantasmi scuri in balia del vento. 

In Florida passammo due giorni a Disney World per poi salire su verso nord. Non eravamo ancora usciti dallo Stato che ci fermammo a mangiare in una tavola calda, di quelle che sembrano allestite in un container, strette e lunghe, con un arredamento un po’ anni ’50. Quello è uno dei pranzi che ricordo di più perchè mangiai tutta la bistecca al sangue con il mais al burro (uscivo pazza per il mais al burro, lo ordinavo ovunque, avevo fatto la faccia del mais al burro), perchè divisi con mio fratello una fetta di Key Lime pie litigando per chi ne stava mangiando di più pur essendo talmente pieni da scoppiare e anche perchè ad un certo punto si sentì una specie di allarme… anzi era proprio un allarme: un tornado alarm per essere precisi. Ci dissero che ancora non era necessario muoverci, anche se mia madre già aveva sotto il braccio le borse, le mani strette intorno ai nostri polsi e gli occhi puntati su mio padre con la muta minacciosissima richiesta di andare via subito. Lo vedemmo da lontano, non era tanto grande e non si stava neanche avvicinando, ma fu ugualmente impressionante vedere il cono che toccava terra e si rialzava verso il cielo… Non conoscendo il funzionamento dei tornado, credendoli delle trottole impazzite che andavano in giro senza fine, feci tutto il viaggio verso nord con il terrore nello stomaco che lo avremmo rincontrato.”

Quindi quando il Club del 27 ha proposto di scegliere un dolce fra quelli proposti nel libro The Southern Pie Book di Jan Moon, per la cuoca è stato come tornare indietro nel tempo. Ha fatto la Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust, diversa da quella assaggiata quarant’anni fa ma piacevolissima, fresca, con il sapore del Margarita a base di Tequila e succo di Lime e del cocco presente nella base.

Un dolce dal sapore insolito ma che ben si presta a diventare il dolce delle domeniche estive. E’ facilissimo da fare, bisogna solo avere la pazienza di aspettare qualche ora che il ripieno indurisca (confesso che la cuoca era andata nel panico perchè lo vedeva molto liquido). Andiamo a vedere come si prepara.

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Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust
Tipico pie americano con un guscio di farina di cocco e biscotti, il ripieno arricchito con Tequila e succo di lime e sormontato da una cascata di panna montata
Piatto Pie
Cucina Americana
Keyword Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 28 minuti
Tempo Passivo 5 ore
Porzioni
8 persone
Ingredienti
Per il guscio
Per il ripieno
Per la copertura
Piatto Pie
Cucina Americana
Keyword Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 28 minuti
Tempo Passivo 5 ore
Porzioni
8 persone
Ingredienti
Per il guscio
Per il ripieno
Per la copertura
Istruzioni
Per il guscio
  1. Accendere il forno a 170°.
  2. Mescolare insieme il cocco rapè, i biscotti tritati, lo zucchero e la farina.
  3. Aggiungere il burro fuso e mescolare.
  4. Rivestire uno stampo alto da 22cm di diametro con carta forno avendo cura di farlo aderire bene spennellando con un po' di burro in modo da non fare le pieghe.
  5. Versare la miscela nello stampo e pressare bene.
  6. Cuocere per 8 minuti.
  7. Sfornare e far raffreddare.
Per il ripieno
  1. Lasciare il forno acceso.
  2. In una boule montare i tuorli con le zeste di lime fino a quando saranno gonfi e chiari. Aggiungere il latte di cocco, il succo di lime, i liquori e amalgamare con una frusta.
  3. Versare la crema nel guscio e infornare per 20 minuti.
  4. Far riposare per almeno 5 ore, ma aspettare se necessario ancora un po' perchè il ripieno è molto liquido (per stare tranquilli si può aspettare anche tutta la notte).
Pere la copertura
  1. Montare la panna con lo zucchero a velo.
  2. Stenderne metà in uno strato uniforme sul ripieno e decorare a piacere con dei ciuffetti con il resto.
  3. Cospargere con zeste o filetti di lime
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Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust
This is an easy homemade digestive crust, a smooth and creamy key lime pie filling, and homemade whipped cream on top. A fresh dessert to taste in any season
Piatto Pie
Cucina American
Keyword Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust
Tempo di preparazione 20 minutes
Tempo di cottura 28 minutes
Tempo Passivo 5 hours
Porzioni
8 people
Ingredienti
For the crust
For the filling
Decoration
Piatto Pie
Cucina American
Keyword Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust
Tempo di preparazione 20 minutes
Tempo di cottura 28 minutes
Tempo Passivo 5 hours
Porzioni
8 people
Ingredienti
For the crust
For the filling
Decoration
Istruzioni
For the crust
  1. Stir together sweetened coconut, digestive, sugar and flour in a large bowl.
  2. Add butter and stir until blended.
  3. Firmly press in an 9 inch pie plate.
  4. Chill 30 minutes.
  5. Preheat oven at 350°FF
  6. Bake for 8 minutes or until crust is golden.
  7. Remove from oven to a wire rack and cool completely. (about 20 minutes)
For the filling
  1. Preheat oven at 350°F
  2. Beat egg yolks and 2 tbsp lime zest at high speed with a heavy-duty electric stand mixer, using whisk attachment, until thick and pale (about five minutes).
  3. Reduce speed to medium.
  4. Gradually add condensed milk in a slow, steady stream, beating constantly.
  5. Add lime juice, tequila and orange liqueur and beat just until blended.
  6. Bake for 20 minutes.
  7. Remove from oven to a wire rack and cool completely.
  8. The filling is not firm, don't worry: it hardens when it cools
  9. Cover and chill for 4 hours.
For whipped cream
  1. With a hand mixer or a stand mixer fitted with a whisk attachment, whip the heavy cream and sugar on high speed until medium peaks form, about 3-4 minutes.
  2. Add whipped cream in a pipe bag with a spoon and pipe on the pie. Decorate with some lime zeste
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Le ricette sono tratte dal libro “Southern living” di Ian Moon e quelle replicate dal Cllub del 27 le trovate tutte qui

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20 Comments on Margarita Key Lime Pie with Coconut Crust

  1. Valentina
    27 Maggio 2020 at 10:12 (2 mesi ago)

    Ciao Patti, sono passata, finalmente a salutarti e cosa trovo? Una bellissima pie al lime e cocco, due gusti freschi e corroboranti per questo giro di boa settimanale.
    Dai tuoi ricordi americani letti, mi hai fatto ricordare il mio viaggio di nozze ad Orlando a Disneyworld….e il tuffo nel passato è stato un attimo, però a me di anni passati sono 16…sigh! Dovrei provare a veganizzarla a proposito ahaha…ti mandio un abbraccio cara.

    Rispondi
    • Patti
      27 Maggio 2020 at 16:52 (2 mesi ago)

      Valentina, tesoro mio, che bello ritrovarti!!! Lo sai che anche io ho fatto il viaggio di nozze negli Statti Uniti, però in California da sud a nord (andammo a mangiare anche al Fisherman’s Wharf (quello che si è incendiato). E cara mia, nel mio caso di anni, lo scorso 15 maggio ne sono passati 21. Sarebbe ora di rifare un bel viaggetto del genere. Un bascio gioia bella

      Rispondi
  2. Anna Luisa e Fabio
    27 Maggio 2020 at 13:15 (2 mesi ago)

    Noi siamo stati 5 o 6 volte negli States, ma ho tanta voglia di esplorare altre zone.
    Bellissima e molto invitante questa torta

    Rispondi
    • Patti
      27 Maggio 2020 at 16:53 (2 mesi ago)

      Gli Stati Uniti per quanto uno li giri sono sempre da scoprire. Un bascio

      Rispondi
  3. Daniela
    27 Maggio 2020 at 14:11 (2 mesi ago)

    Questa pie è favolosa ^_^

    Rispondi
    • Patti
      27 Maggio 2020 at 16:53 (2 mesi ago)

      Si, molto fresca e molto buona. Un bascetto

      Rispondi
  4. Marina
    27 Maggio 2020 at 14:37 (2 mesi ago)

    Amo tantissimo i dolci americani e dei miei due viaggi negli stati uniti ricordo proprio i dolci e poi i gamberi, grandi e cicciotti! Che fortuna che hai avuto da bambina a vivere queste esperienze, indimenticabili! Questa torta è bellissima, non la conoscevo e mi piacerebbe tanto scoprirne il sapore. E’ proprio bella, brava!! un abbraccio

    Rispondi
    • Patti
      27 Maggio 2020 at 16:56 (2 mesi ago)

      Grazie Marina, in effetti è veramente buona. I sapori degli Stati Uniti li ho veramente scoperti in viaggio di nozze: ero più matura ero pi e ho avuto modo d assaporare più cose… fra cui i gamberi cicciotti! 😀

      Un bascio cara

      Rispondi
  5. Mapi
    27 Maggio 2020 at 15:14 (2 mesi ago)

    Questa pie mi aveva intrigato parecchio ed ero stata indecisa se prepararla o meno, per questa tornata del Club; alla fine ne ho scelta un’altra, ma questa è ben presente all’occhio della mente… e alla gola.
    Affascinante il tuo racconto, mi hai fatto immergere nelle vostre avventure!
    Un abbraccio.

    Rispondi
    • Patti
      27 Maggio 2020 at 16:57 (2 mesi ago)

      Le pie hanno tutte un loro fascino, ne avrei fatte molte altre altre del libro… sto ancora pensando a quella con i pretzel e le fragole. Un bascetto cara

      Rispondi
  6. Biagio
    27 Maggio 2020 at 16:42 (2 mesi ago)

    Pattypa!
    troppo bello il tuo racconto americano.
    Poi la torta, anzi la pie… che goduria!!!!
    Complimenti !!!
    un abbraccio, Biagio

    Rispondi
    • Patti
      27 Maggio 2020 at 16:58 (2 mesi ago)

      Grazie Biagio, è stato un tuffo nel passato questa pie. Un bascio

      Rispondi
  7. Milena G.
    27 Maggio 2020 at 17:17 (2 mesi ago)

    Ma che bella la tua torta, ha un aspetto veramente goloso e freschissimo! Un abbraccio.

    Rispondi
    • Patti
      29 Maggio 2020 at 15:50 (1 mese ago)

      Si Milena, fresca e soprattutto veloce da realizzare

      Rispondi
  8. Katia Zanghì
    28 Maggio 2020 at 1:18 (2 mesi ago)

    Non l’ho fatta solo perchè non avevo più latte condensato… So che mi piacerebbe molto. E grazie per il racconto di un tuo pezzetto di vita!

    Rispondi
    • Patti
      29 Maggio 2020 at 15:51 (1 mese ago)

      Se ti capita ne vale la pena. Un bascetto

      Rispondi
  9. cinzia
    28 Maggio 2020 at 8:53 (2 mesi ago)

    Sì, questa davvero sarà un must per l’estate. Ma ti chiederei una precisazione: negli ingredienti parli di latte condensato, poi in ricetta scrivi di aggiungere latte di cocco: quale va usato? grazie mille 😉

    Rispondi
    • Patti
      29 Maggio 2020 at 15:52 (1 mese ago)

      Cinzia grazie di avermelo fatto notare. Il latte condensato. Quello del latte di cocco è stato un lapsus freudiano (lo adoro!!). Correggo subito. Un bascio

      Rispondi
  10. Micaela
    28 Maggio 2020 at 12:41 (2 mesi ago)

    Mi piace molto questa torta e tu la hai realizzata molto bene.

    Rispondi
    • Patti
      29 Maggio 2020 at 15:52 (1 mese ago)

      Grazie Micaela, un bascio

      Rispondi

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