“Questa armatura pesa!” si lamentò la cuoca
“Lo so, signora mia – disse la damigella – ma sapete che è necessario”
Era metà settembre e la cuoca felice delle belle giornate di cui finalmente poteva godere sia lei sia i panni usciti dalla lavatrice, accompagnava le fatine per mano a scuola, con il cuore leggero e il sorriso sulle labbra. All’improvviso la sciagura calò su di lei. Il cielo divenne improvvisamente nero, il vento cominciò a soffiare forte facendo vorticare impazzite le foglie del piccolo parco scolastico. Una voce tuonò austera alle sue spalle, che la pietrificò: “Signora, faccia attenzione che oggi i bambini vi consegneranno le cedole per ritirare i libri!” Nooooooooo, di già, non ero ancora pronta!!
Ma la cuoca non poteva sapere che il fato aveva ancora qualche conto in sospeso con lei e quando arrivando davanti alla scuola materna lesse che il 1 ottobre cominciava la refezione della fatina piccola oscillò come un palloncino sullo steccato…. Si appoggiò al portone, aspettò che i battiti cardiaci tornassero normali e il colore riaffiorasse sul viso e consegnò la bambina alle maestre.
Una volta avuta la cedola in mano si mise alla ricerca in lungo e in largo, di un bravo libraio che potesse evaderla. Il problema era che il signore capo della città non pagava i librai dal lontano 2008 e numerose furono le porte sbattute in faccia alla cuoca…. finalmente dopo tanto peregrinare ecco che la cuoca giunge ad una libreria che consegnava i libri delle elementari, riconoscibile dal numero di individui che stazionava in strada pari al numero di persone che presso l’Estadio do Maracanà avevano assistito alla finale dei mondiali Brasile 14. Qual’era la soluzione per giungere al centro della libreria? La cuoca si girò e per magia apparve la macchinetta dispensatrice di numeretti. Spinse il bottone, uscì il biglietto con il numero contrassegnato e finì la magia: davanti a lei c’erano 98 persone. Dopo due ore di spinte, gomitate nel fianco, tentativi di furto del numeretto ecco che finalmente la cuoca giunge al bancone dove un gaglioffo ridendo sguaiatamente ventilò l’ipotesi che da un momento all’altro poteva arrivare l’ordine di interrompere la fornitura di libri. La cuoca espose al marrano, nel caso quella ipotesi fosse diventata realtà, le modalità con cui avrebbe dato fuoco alla libreria. Uscì vittoriosa con i tomi fra le sue braccia.
Il giorno dopo appunto indossò l’armatura e si recò con tutti i documenti attestanti l’avvenuto versamento di sangue e soldi, presso l’ufficio del capo della città dove avrebbe ritirato i ticket per la mensa. Il luogo è un palazzotto nel centro della città sorvegliato da ben cinque custodi che stazionano inermi all’entrata: i più intelligenti e alti in grado si riconoscono dalla presenze del giornale sportivo nella tasca posteriore dei pantaloni. Si sale una angusta scala e si accede ad un corridoio alla fine del quale c’è il piccolo ufficio dove due persone sull’orlo dell’esaurimento nervoso cercano con solerzia di ritirare e controllare la documentazione e consegnare il blocchettino con i ticket.
Ma non c’è niente da fare: le tipologie dei genitori frequentanti il palazzetto sono varie e terribili.
Ci sono “gli sbadati”, vale a dire coloro cui manca sempre un foglietto, un numero, una data di nascita, una pratica fiscale ben richiesta dalle istruzioni che vengono consegnate e che nel momento in cui il messo comunale gli comunica che la documentazione non basta cominciano ad implorare la consegna del blocchetto.
Poi ci sono “gli zombie”, generalmente sono i padri che con i documenti in mano vagano per il corridoio, con lo sguardo assente, incapaci di trovare la direzione giusta non ostante ce ne sia una sola.
Infine ci sono loro, i peggiori, “gli astuti”, coloro che sono convinti che il loro tempo è più prezioso del tuo, perchè tu sei andato a fare quella fila perchè quella mattina non avevi niente da fare, mentre loro sono carichi di impegni. Quindi appena vedono la chilometrica fila si dirigono con decisione verso l’ufficio, incuranti dei richiami ai quali talvolta rispondono: “Io sono qui solo per ritirare il blocchetto”…. si ma noi siamo TUTTI qui per ritirare il blocchetto. I più audaci riescono anche ad entrare nell’ufficio ma non riescono a fare la furbata perchè uno che aspetta da un’ora in fila è pronto per prelevarli per i capelli e riportarli al posto giusto, cioè in fondo alla fila.
Questa ricetta non è mia, l’ho letta recentemente su un giornale, ma l’ho modificata sia nella tipologia di carne sia nei tempi di cottura.
INGREDIENTI
1kg di arrosto di manzo già legato
2 porri
2 cipolle bianche
50ml di vino bianco
100ml di panna
2-3 cucchiai di senape
2 cucchiai di miele
olio
sale, pepe
PROCEDIMENTO
Massaggiare l’arrosto di manzo con la senape e metterlo a marinare per circa un’ora. Nel frattempo pulire ed affettare sottilmente i porri e una delle due cipolle e farli stufare in un velo d’olio coperti da coperchio. Quando sono ben trasparenti e morbidi alzare la fiamma e far sfumare il vino bianco. Una volta che il vino è evaporato aggiungere la panna, mezzo bicchiere d’acqua, sale e pepe. Abbassare la fiamma e proseguire la cottura per circa mezz’ora. Accendere il forno a 160°, in una padella capiente far rosolare l’arrosto su tutti i lati quindi trasferirlo in una teglia e coprire con un foglio di alluminio ed infornare per circa un ora. Sfornare.
Affettare sottilmente la seconda cipolla e farla appassire in un cucchiaio d’olio, aggiungere il miele, se c’è il liquido di cottura della carne e un goccio di aceto e far addensare. Lasciar raffreddare l’arrosto e quindi tagliarlo a fette. Servirlo con con la vellutata di porri e la salsa di cipolla.
L’angolo del sommelier: vino rosso invecchiato due tre anni e magari passato anche in botti di legno. Taurasi DOCG oppure un buon Cirò DOC

ENGLISH VERSION

INGREDIENTS

1kg beef already linked
2 leeks
2 white onions
50ml of white wine
100ml cream
2-3 tablespoons mustard
2 tablespoons honey
oil
salt and pepper

PROCEDURE

Rub the roast beef with mustard and put it to marinate for about an hour. Meanwhile clean and thinly slice the leeks and one of the two onions,  braise them in two table spoons of olive oil. When they are transparent and soft add the white wine. Once the wine has evaporated, add the cream, half cup water, salt and pepper. Cook for about half an hour low heat. Preheat oven to 160 °, in a large skillet, crisp the beef on all sides then transfer to a baking dish and cover with aluminum foil and bake for about an hour. Remove from oven.
Thinly slice the second onion and cook it in a tablespoon of oil, add honey, the cooking meat  liquid and a dash of vinegar. Allow to cool the beef and then cut into slices. Serve with creamed leeks and onion sauce.

27 Comments on Arrosto di manzo in vellutata di porro

  1. Mimma Morana
    30 settembre 2014 at 10:30 (4 anni ago)

    ma che bontàààààà!!! adoro queste preparazioni e le faccio spesso ma non ho mai aggiunto la senape o il miele…..da fare assolutamente!!!!! bacioni mia cara !!!

    Rispondi
  2. Annalisa B
    30 settembre 2014 at 11:36 (4 anni ago)

    Ciao Patty! Scusa la mia assenza ma ho un po' di problemi e non riesco afare tutto come vorrei…spero che mi perdonerai! Il tuo arrosto è fantastico, ma mi "sconfinfera" moltissimo la vellutata di porri!!!! La proverò di sicuro!
    Un abbraccione!

    Rispondi
  3. Simona Mirto
    30 settembre 2014 at 13:45 (4 anni ago)

    Ciao Tesoro:* ecco, la categoria di gente che io ho sui c… sono proprio gli "astuti"… sono onnipresenti in ogni dove e in qualunque fila… gli indaffarati con i carboni ardenti sotto i piedi… giusto per dirtene una proprio 2 settimane fa al comune, stessa situazione al ritiro della carta d'identità… quanta pazienza ci vuole nella vita? 😀 speciale quest'arrosto gioia… quella vellutata lì da un tocco di classe alle fette.. buonissimo:* ti stringo :*

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 7:54 (4 anni ago)

      La cosa bella è che quando poi hanno superato la fila rimangono lì con la faccia finta smarrita nella speranza che qualche impiegato comunale li intercetti e loro svolgono tranquillamente le loro incombenze… Tanta pazienza ci vuole, tanta! Un bascione!

      Rispondi
  4. Natalia
    30 settembre 2014 at 14:02 (4 anni ago)

    Che odissea! E i furbetti poi proprio non li sopporto. Fa bene chi li prende per i capelli e li rimette al posto proprio, ma quanti approfittano delle persone che non sanno come reagire e la fanno franca!!!
    Un arrosto da leccarsi i baffi.
    Baci.

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 7:55 (4 anni ago)

      Nat, il bello delle file lunghe è che sei talmente esasperato che anche se sei la persona più mite del mondo viene fuori Mr Hyde e fa un massacro! Un bascione!!

      Rispondi
  5. paneamoreceliachia
    30 settembre 2014 at 14:25 (4 anni ago)

    Qui in trentino va molto meglio con il discorso libri. Arrivano magicamente nelle cartelle dei bambini. Io fodero e basta, insomma una grande fortuna! Immagino la tua giornata snervante., fortunatamente ti sei potuta consolare!
    Baci
    Alice

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 7:56 (4 anni ago)

      Alice anche i figli di mio fratello che abita a Torino godono della stessa proprietà magica! Ci tempriamo! un bascione!

      Rispondi
  6. Michela
    30 settembre 2014 at 18:14 (4 anni ago)

    Come non detestare i furbi? Mi ci sono fatta il fegato amaro.
    Ma meno male che ci possiamo rifare con questo splendido arrosto.
    Sai che io amo i porri? Li trovo buonissimi. Ci faccio di tutto: dal minestrone al risotto.
    Slurp!

    Un abbraccio amica mia <3

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 7:57 (4 anni ago)

      Anche io amo i porri, me li cucino in tutte le salse… troppo buoni! I furbi, lassamo perde! un bascione!

      Rispondi
  7. La cucina di Esme
    30 settembre 2014 at 18:57 (4 anni ago)

    fortuna che le elementari qui son finite da tanto ..ormai li compro su amazon e me li consegnano a casa! meraviglioso!
    comunque i furbi li odio ma i tuoi papà /zombie …troppo divertente la similitudine 🙂
    ottimo questo arrosto!
    baci
    Alice

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 7:58 (4 anni ago)

      I padri quasi mai riescono a svolgere una commissione dall'inizio alla fine… Un bascione!!

      Rispondi
  8. Sugar Ness
    30 settembre 2014 at 21:13 (4 anni ago)

    Cara cuoca, quanto mi riconosco nelle tue parole!!! Ora che so di non essere sola… l'armatura mi sembra più leggera da portare! 😉 Ottimo questo arrosto! Adoro i porri, quest'anno ancora li devo comprare… Mi hai messo una voglia!

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 7:59 (4 anni ago)

      Anche tu sei una combattente??? Pacche sulle spalle!!! Ti ringrazio, un bascione!!!

      Rispondi
  9. annaferna
    1 ottobre 2014 at 4:37 (4 anni ago)

    ciao cara Patty
    piano piano sto riprendendo le redini del blog e tornare a far visita alle amiche, dopo una non estate che mi ha tenuta lontana !
    una ricetta sicuramente molto saporita che tornerà utile da questa stagione in poi, quindi salvata!!!
    bacio grande

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 8:00 (4 anni ago)

      Grazie Anna… anche io pian piano sto tornando alla normalità ma più di una ricetta alla settimana ancora non riesco a pubblicare! Un bascione tesoro!

      Rispondi
  10. m4ry
    1 ottobre 2014 at 5:34 (4 anni ago)

    Io non ce la posso fare..la gente furba la detesto..e penso che non sia un caso se in Italia un po' tutto gira a cavolo…pensiamo a cose serie, come questo arrosto…ecco, diciamo che mette voglia anche a quest'ora ! Ti abbraccio dolcezza bella <3

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      1 ottobre 2014 at 8:01 (4 anni ago)

      Mary qui da noi quest'anno è andata anche bene… altri anni è stato veramente un bagno di sangue… Un bascione!

      Rispondi
  11. Antonella
    1 ottobre 2014 at 11:30 (4 anni ago)

    Ciao Patty, come sempre il tuo post è molto simpatico e dice grandi verità, i furbetti non si sopportano più. Per il resto… che meraviglia queto arrosto, ne conosco una versione con le cipolle, ma con i porri come proponi tu è certo più buona e delicata. Proverò!! Baci.

    Rispondi
  12. Elisa Cima
    1 ottobre 2014 at 19:51 (4 anni ago)

    Purtroppo cara Patty di furbetti ne è pieno il mondo,sono ovunque e ne siamo circondati!!!
    Per fortuna ci sono anche persone educate,che poi mica ci vuole tanto,no?
    Furbetti a parte,il tuo arrosto con i porri mi gusta tanto!
    Un bacione

    Rispondi
  13. giovanna pisano
    2 ottobre 2014 at 8:18 (4 anni ago)

    Patty ogni giorno prima di uscire di casa mi armo di Santa pazienza perchè altrimenti devo litigare in continuazione .
    Bellissimo il tuo piatto e posso immaginarne la bontà un abbraccione 🙂

    Rispondi
  14. i Pasticci di Terry
    2 ottobre 2014 at 12:47 (4 anni ago)

    I furbi ci sono in tutte le parti del mondo cara Patty. Come ti capisco. Mi mancavano i tuoi racconti esilaranti che pur nella loro gravita' riescono a strapparmi un sorriso.

    Rispondi
  15. conunpocodizucchero Elena
    4 ottobre 2014 at 6:52 (4 anni ago)

    furbetti un po' antipatici eh… giusto ieri ne ho avuto un esempio vivente in coda dal medico…secondo te tra me e lui chi se l'è fatta tutta????
    va beh, prendiamoci une bella fetta di arrosto epr non pensarci!

    Rispondi
  16. Valeria Della Fina
    19 gennaio 2015 at 15:35 (4 anni ago)

    Buono ed originale con questa vellutata!
    Ai furbi purtroppo bisogna abituarsi.. non smetteremo mai di incontrarli.. mi godo il tuo arrostino e cerco di non pensarci 🙂
    Un bacio!

    Rispondi
  17. Clara pasticcia
    19 gennaio 2015 at 15:35 (4 anni ago)

    Io li odio i furbetti … solo che mi faccio sempre venire il mal di pancia … e dovrei imparare a respirare un pochi no di più, perché non ne vale la pena!!
    Questo arrosto è superbo e splendido e con quella meravigliosa vellutata hai proprio creato un piatto speciale!

    Rispondi

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