La cuoca Pa adora leggere, quanto cucinare e appena ha un minuto libero si precipita nelle pagine di qualche libro. Non ha gusti letterari specifici, ha autori che leggerebbe tutti i giorni: la magia di Marquez e Amado, l’ironia di Bulgakov, la follia di Palahniuck, la fantascienza di Vonnegut o Bradbury, la freschezza di Ammaniti… insomma potremmo andare avanti per un bel pò citando tanti altri autori. A volte viene incuriosita dal fenomeno letterario o addirittura dalle copertine e ci sono volte in cui in queste scelte ad occhi chiusi è fortunata, come quella volta che scoprì i Malaussène di Pennac, altre volte in cui avrebbe voluto prendere a librate l’autore come nel caso di… vabbè. Ci sono volte poi in cui si imbatte in vere e proprie chicche per l’anima, come quest’estate. Sotto l’ombrellone non si può leggere niente di troppo impegnativo e i gialli sono una buona letturina per seguire la storia con un occhio alle fatine che giocano con la sabbia… Un’amica della cuoca Pa le aveva consigliato le stagioni del Commissario Ricciardi, un ciclo di libri scritto da Maurizio de Giovanni, autore napoletano e lei ha cominciato con il primo… dopo una settimana li aveva letti tutti e quattro e si fiondò in libreria ad ordinare il quinto sul Natale.
Ogni libro ha il suo giallo, ma tutti sono legati da un fil rouge che segue i personaggi nelle loro esistenze. Sono piccole poesie nelle quali si può leggere l’amore di Maurizio de Giovanni per la propria città, nelle quali non si legge solo la cronaca di un crimine ma i sentimenti, il dolore, le insicurezze, la forza o la debolezza di chi quel crimine lo ha commesso o lo ha subito.  Le storie sono ambientate a Napoli fra la prima e la seconda guerra mondiale, quando il fascismo è in piena ascesa e fra degrado e profumi di pasticceria si muove il commissario Ricciardi, tipo strano, con stranissimi occhi verdi, tanto anomalo che si pensi porti sfortuna. In realtà Ricciardi uomo sensibile, razionale, timido, caparbio ha un dono (che non ama) che lo condiziona, lo intristisce e che nasconde come fosse un peccato inconfessabile: vede i morti, vede l’ultimo pensiero, l’ultimo istante di coloro che sono morti violentemente, accidentalmente, per mano altrui o per mano propria. Se li ritrova sulla scena del crimine (e quasi mai viene aiutato nelle indagini da quella visione), agli angoli della strada, dietro le finestre delle case e sono pensieri tristi (come la giovane sposa impiccatasi perchè tradita) o pensieri allegri (come quelli della famigliola schiantatasi con l’auto appena comprata)  o pensieri infantili (come quello della bambina morta con la mamma sotto il tram per rincorrere la sua trottola). Ricciardi non è solo nel suo percorso: è accompagnato dal dott. Moio, dal femminiello Bambinella, dalla sua Tata, conteso da due donne la timida Enrica e l’affascinante Livia, ma soprattutto viene aiutato e protetto dal suo brigadiere Maione… ed è proprio a lui che la cuoca Pa si è ispirata. Maione sente di avere un debito sentimentale con Ricciardi, perchè quest’ultimo gli ha consegnato l’ultimo pensiero del figlio, morto in una sparatoria, mentre compiva il suo dovere. Per quella tragica morte in casa Maioine non si è vissuto più dalla sofferenza; in particolare Lucia, la bella moglie di Maione non si è più ripresa e nel primo libro, Il senso del dolore (L’inverno) la vediamo sempre nel letto incapace di accudire la famiglia, la casa, sè stessa. Nel secondo libro La condanna del sangue (La primavera) la vediamo “risvegliarsi” come tutto intorno a lei, perchè capisce che, se la sorte le ha portato via il figlio, un’altra donna potrebbe portarle via il marito. Questa ricetta si ispira al terzo libro Il posto di ognuno (L’estate) nel momento in cui Lucia decide di riprendersi la sua vita e suo marito (sempre innamoratissimo di lei) e organizza una bel pranzo intimo.

 

Maione affrontò lentamente l’ultima parte della salita che lo riportava a casa per il pranzo. […] poi, il litigio della sera prima era la sicura premessa di un gelido silenzio della moglie, che lo avrebbe privato di quelle quattro chiacchiere che amava tanto per distogliersi dal lavoro. […] Le cose però cambiarono improvvisamente quando, ancora a cinquanta metri dal suo portone, distinse l’odore della genovese di Lucia. Non poteva sbagliarsi: la salsa di cipolle e carne cucinata dalla moglie, e solo quella, lo avrebbe risvegliato da uno stato di coma profondo ed era famosa in tutto il quartiere. Prima che diventasse un terreno minato, Lucia lo prendeva in giro dicendo che l’aveva sposata per la genovese; e lui, ridendo, le rispondeva che probabilmente aveva ragione.[…] Aperta la porta, l’odore celestiale lo investì con violenza; gli sembrò di fiutare l’aroma dei broccoli fritti e delle patate al forno, e forse perfino di un babà al rum. Non poteva crederci: un vero e proprio pranzo di Natale in pieno Agosto. Cosa stava succedendo? Facendo caso al fatto che nessuno dei bambini gli veniva incontro come d’abitudine, entrò in cucina e rimase a bocca aperta: la tavola traboccava di cibo cucinato in tutti i modi. I coperti erano solo due ed erano state usate la tovaglia e le stoviglie che vedevano la luce soltanto nelle grandi occasioni. Lucia lo guardava bellicosa, in piedi vicino all’acquaio, asciugandosi le mani con uno straccio. Lui chiese:- E i ragazzi? – – Sono giù da mia sorella. Hanno mangiato là e tornano direttamente stasera-. Il brigadiere indicò le pietanze disposte sulla tavola. – Tutta questa roba … chi ce l’ha messa qui?- Lucia rispose con tono duro, ma negli occhi scintillava una risata. Si stava divertendo. – Ma secondo te chi l’ha messa? E secondo te, a chi mai farei mettere piede nella mia cucina? – Parlando si era avvicinata a Maione e gli aveva dato un finto pugno sul torace, e una altro, e una altro ancora come sottolineando quello che diceva. – E secondo te, ci sta una femmina a Napoli che cucina meglio di me? E secondo te ci sta un posto a Napoli dove stai meglio che a casa tua? E secondo te…- Lui le prese il polso fermando i colpi e le mise il braccio intorno alle spalle attirandola a sè. […] E risero e piansero tutti e due, finchè Lucia disse: mettiti a tavola, che se no lo buttiamo, tutto questo ben di Dio; e Raffaele rispose: per buttare la tua genovese devi passare sul mio cadavere. E sedettero e mangiarono per un’ora, e poi fecero l’amore e poi mangiarono il resto. Piangendo e ridendo.

 

Maurizio de Giovanni – Il posto di ognuno (L’estate del Commissario Ricciardi)
Nota della Cuoca Pa: la genovese è bella perchè con una sola pentola si ottengono un primo e un secondo piatto.

INGREDIENTI x 5:

1kg di manzo per arrosto (da far chiudere dal macellaio o farlo noi)
1kg di cipolle bianche
2 carote
1/2 costa di sedano
1 foglia d’alloro
1 chiodo di garofano
300gr di fusilloni
1 bicchiere di vino bianco
sale, pepe, olio
parmigiano

PROCEDIMENTO:

Mondare le verdure. Affettare le cipolle sottilissime e ridurre in dadolata carote e sedano. In una pentola capiente versare due cucchiai di olio, aggiungere la dadolata , la carne e farla rosolare un pò. Aggiungere il bicchiere di vino e far evaporare. Unire le cipolle affettate e far insaporire. Aggiustare di sale e mettere il coperchio. Non dovrebbe essere necessario aggiungere altra acqua perchè le cipolle ne perdono tanta, ma dare un’occhiata ogni tanto. Far cuocere a fiamma bassa per circa un’ora. Se si usa la pentola a pressione dimezzare i tempi. Quando la carne è fredda si può affettare, impiattare e coprire con una parte di sughetto. Quando è il momento di andare in tavola, mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata, calare i fusilloni al momento del bollore e tirarli via secondo i minuti di cottura indicati sulla confezione. Condirli con il resto del sughetto, parmigiano e volendo pepe.

L’angolo del Sommelier: Un piatto campano con un vino campano: o un Coda di Volpe o un Pallagrello bianco.

 

 

Facebook Comments

38 Comments on Una genovese per Maione

  1. Roberta Morasco
    4 Novembre 2012 at 17:39 (6 anni ago)

    Brava Patty!!!
    E' davvero bello questo contest che associa cibo e lettura..piacerebbe anche a me partecipare…adesso ci penso su..
    Baci baci 😉 Roberta

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      4 Novembre 2012 at 22:08 (6 anni ago)

      Si Roby, partecipa, è carino sia il contest sia il blog che lo organizza. Avevo pensato a montagne di ricette (con Amado ero andata in confusione!) poi ho deciso di "giocare in casa". Partecipa, dai!! un bascio,

      Rispondi
  2. Reneesme
    4 Novembre 2012 at 17:55 (6 anni ago)

    Sono daccordo con Roberta cara Patty, questo contest e stupendo e ti faccio i migliori auguri. Magri parteciperò anche io…
    Buona serata!

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      4 Novembre 2012 at 22:09 (6 anni ago)

      Grazie per gli auguri… partecipa anche tu, così ci ritroviamo tutte! Un bascio,

      Rispondi
  3. Federica
    4 Novembre 2012 at 18:51 (6 anni ago)

    Aspettavo questa ricetta con curiosità da quando me lo hai preannunciato! Che buona la genovese, è tanto che non la mangio… e la pasta con quel sughetto saporito mi fa venire l'acquolina!

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      4 Novembre 2012 at 22:10 (6 anni ago)

      Ce la siamo pappata oggi… è comoda da fare, ma gli effluvi di cipolla sono ancora presenti nelle stanze del castello! Un bascio!

      Rispondi
  4. Ely
    4 Novembre 2012 at 21:07 (6 anni ago)

    Fantastico.. e tu hai proprio una bella anima, aperta alla letteratura e all'immaginazione! 😀 Bel contest, bellissime ricette e parole davvero accattivanti: mi hai messo curiosità per la serie di libri! 😀 Un abbraccio cuoca Pa, sempre tenerissima! 🙂

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      4 Novembre 2012 at 22:12 (6 anni ago)

      Ely ti assicuro che per me sono stati una rivelazione. Niente di impegnativo, ma estremamente coinvolgenti! Il 15 di novembre ne esce un altro (Vipera – La resurrezione del Commissario Ricciardi) e io sto sulle spine, non vedo l'ora! Grazie per le tue parole! Un bascio!

      Rispondi
  5. elisa
    4 Novembre 2012 at 21:24 (6 anni ago)

    Buonasera patty (ormai buonanotte)!
    ricetta inserita per il contest.. va benissimo!
    non conoscevo la genovese e mi ha incuriosita,
    credo anche per merito delle tue parole.. mi piace molto il tuo modo di scrivere.
    Se ti viene in mente qualcos'altro sai dove trovarmi! 🙂
    ciao ciao

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      4 Novembre 2012 at 22:15 (6 anni ago)

      Ciao Elisa, grazie! La genovese è un piatto che fuori dalla Campania si conosce poco, ma è spettacolare. non ostante sia a base di cipolla piace molto anche ai bambini (nn solo alle mie fatine)! un bascio e in bocca al lupo per il contest,

      Rispondi
  6. Beatrice
    4 Novembre 2012 at 22:20 (6 anni ago)

    Bello il contest, in bocca al lupo! E complimenti per la ricetta, davvero ottima!!

    Rispondi
  7. Sandra dolce forno
    4 Novembre 2012 at 22:41 (6 anni ago)

    Un grande in bocca al lupo per il contest!
    E grazie per i tuoi post, leggerti è un enorme piacere!
    La ricetta è fantastica, davvero appetitosa!
    Un bacio, Sandra

    Rispondi
  8. Roberta
    5 Novembre 2012 at 9:44 (6 anni ago)

    Adoro i Malaussene quindi….dovrò seguire i tuoi consigli letterari credo!
    Ottimo piatto! A presto 🙂

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      5 Novembre 2012 at 10:46 (6 anni ago)

      Grazie Roberta… pensa che ennemila anni fa mi incuriosirono le copertine (bellissime!) dell'edizione Feltrinelli… da allora non li ho più lasciati! un bascio!

      Rispondi
  9. SimoCuriosa
    5 Novembre 2012 at 10:23 (6 anni ago)

    vedo che parti in 4a oggi…!
    buon per te
    io ho ancora un occhio chiuso…
    ahahah
    buona settimana…
    ps che profumno quest'arrosto…

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      5 Novembre 2012 at 10:47 (6 anni ago)

      No, Simo… la quarta l'ho messa ieri pomeriggio. Il lunedì mattina è tragico anche qui! Un bascio

      Rispondi
  10. Valentina
    5 Novembre 2012 at 11:00 (6 anni ago)

    Ciao Patti 🙂 Da quanto tempo non mangio la genovese… che buona!!! Mi hai fatto venire l'acquolina… bravissima, è un piatto super! 🙂 Anche io amo leggere ma il tempo è sempre meno… tra i miei preferiti: Kundera, Ammaniti, Baricco, Coelho…. vorrei solo avere più tempo 😉 Un abbraccio grande e complimenti! 🙂 Buon inizio settimana!

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      5 Novembre 2012 at 11:05 (6 anni ago)

      Hai ragione, il tempo è sempre poco… ma io nel tempo mi sono imposta che va bene anche una paginetta a serata nel fodero, ma un minimo devo leggere! Un bascio,

      Rispondi
  11. AntonellaCioccomela
    5 Novembre 2012 at 12:21 (6 anni ago)

    Ciao PattyPa mi piace moltissimo come scrivi, anche o adoro leggere e seguirò il tuo suggerimento, non conosco questa serie, ma da come li descrivi tu sembrano bellissimi e mi hai molto incuriosito. Complimenti per questo piatto, delizioso e molto appetitoso anche per una come me che non ama molto la carne. Bravissima! In bocca al lupo per il contest (che mi attira molto, un'idea davvero carina). Baci.

    Rispondi
  12. Zonzo Lando
    5 Novembre 2012 at 14:41 (6 anni ago)

    In bocca al lupo per il contest, questo è un post che davvero merita! E complimenti per la ricetta 🙂 Bacioni!

    Rispondi
  13. Giovanna vanna
    5 Novembre 2012 at 16:46 (6 anni ago)

    ciao Patty, ottima questa ricetta, meriti proprio di vincere,un imbocca a lupo!

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      5 Novembre 2012 at 16:49 (6 anni ago)

      Troppo buona Vanna… ci sono altre ricette dove ho lasciato gli occhi…!! Grazie, crepi il lupo, un bascio,

      Rispondi
  14. Dillo Cucinando
    5 Novembre 2012 at 17:31 (6 anni ago)

    Che bella questa ricetta! Ho visto che sei passata a trovarmi…ti seguo anche io moooolto volentieri. Ciao.
    Barbara by Dillo Cucinando

    Rispondi
  15. la cuoca Cialtrona
    5 Novembre 2012 at 18:10 (6 anni ago)

    Bello il tuo post e anche la ricetta! Mi ha fatto piacere conoscerti, passerò a trovarti. In bocca al lupo, e un abbraccio! Valentina

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      5 Novembre 2012 at 22:01 (6 anni ago)

      Elly dai partecipa che le ricette sono belle e i libri molto carini! Un bascio,

      Rispondi
  16. valeria fusco
    5 Novembre 2012 at 21:32 (6 anni ago)

    Ma quanto c'è di buono in quell'odore che si propaga fin dal portone d'ingresso, e quanta attrazione esercita l'aroma di questa genovese, quasi più intrigante del profumo di una donna. Quest'uomo ci ritrova il legame profondo per la sua donna e il senso di appartenenza a quelle quattro mura, la loro casa, l'unico posto dove voler tornare.
    Ecco, io la genovese non la cucino mai. A casa non la mangiano, forse non so prepararla o non ho saputo propinarla. Mi sa che conviene leggere la tua ricetta e darsi da fare, mia cara!
    Bellissimo post, bellissima scoperta il tuo blog.
    Baci
    Vale

    Rispondi
    • ilcastellodipattipatti
      5 Novembre 2012 at 22:03 (6 anni ago)

      Grazie Vale… Per essere le fatine la mangiano volentieri, anche se fanno un pò le schizzinose con la cipolla… Grazie per i complimenti! Un bascio, a presto,

      Rispondi
  17. mimma
    6 Novembre 2012 at 6:13 (6 anni ago)

    ottimo piatto!!!! lo faccio spesso perchè piace moltissimo a mio figlio!!!!complimenti per il blog!!!!a presto

    Rispondi

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